Portovecchio e i militari.
L’interno dell’edificio è stato notevolmente manomesso per adattarvi le nuove esigenze, nate a partire del 1860, dallo stato Italiano, nuovo proprietario della tenuta di Portovecchio, in un primo momento per far fronte alle spese militare della guerra d’indipendenza, le tenute fu alienata al Bbarone Vincenzo Blinda,ma poi fu successivamente riacquistata dal Ministero della Guerra Italiano che nel 1882, istituì un grande deposito dell’allevamento equino.Il 5* deposito fu legalizzato con regio decreto del 19/04/1883 e si attivò il 1* maggio di quell’anno.Nel deposito, i puledri venivano allevati allo stato semibrado.
L’ 11/03/1926 l’allevamento divenne il “deposito quadrupedi” di Mirandola e dal 1* maggio 1933 fu chiamato “centro rifornimento quadrupedi”. Il numero massimo di capi allevati durante l’ultimo conflitto mondiale, fu di circa 7000 esemplari, moltissimi dei quali stalloni per il tiro rapido (ovvero per il traino dei pezzi d’artiglieria) e muli.
Portovecchio allogiò circa 40 famiglie, occupò una cinquantina di impiegati, butteri ed infermieri e fino 200 stagionali.Nel 1957 il centro fu trasferito a Grosseto, ove ancora oggi è presente, e la tenuta si trasformò in “centro logistico militare” e nei Barchessoni e capannoni sono stati ospitati pezzi d’artiglieria e attrezzature militari.
In questi ultimi anni il centro è utilizzato dal Genio Militare per ospitarvi attrezzature per la rapida costruzione di ponti metallici della lunghezza massima di circa 100 m. (tipo smontabile o su barconi).È stato recentemente autorizzato ed in corso di costruzione un edificio che ospiterà un centro di addestramento di cani antiesplosivo. |
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